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Casinò di Campione

2026年4月6日 1

Casinò di Campione

Il Casinò di Campione è uno dei più antichi casinò d’Italia, nonché il più grande casinò d’Europa e il principale datore di lavoro del comune di Campione d’Italia, un’enclave italiana all’interno del Canton Ticino, sulle rive del Lago di Lugano.

Fondato nel 1917, il casinò è stato dichiarato fallito il 27 luglio 2018 e chiuso. Il 26 gennaio 2022 è stato riaperto dopo tre anni di inattività.

Cenni storici

Il primo edificio

Il primo Casinò Comunale di Campione fu fondato nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, come sede per raccogliere informazioni dai diplomatici internazionali impegnati nel conflitto. Era di proprietà del governo federale italiano e gestito dalla comunità. Le entrate della sala da gioco erano sufficienti per il funzionamento del Campione, senza tasse o altri profitti. Rimase aperta per due anni, chiudendo il 19 luglio 1919. Riaprì il 2 marzo 1933.

Nuovo edificio
Il 9 maggio 2007, la sala da gioco ha trasferito le proprie attività in un nuovo edificio adiacente al vecchio, risalente al 1933 e successivamente demolito. È stato progettato dall’architetto svizzero Mario Botta con un costo iniziale di circa 140 milioni di franchi svizzeri e un costo complessivo di circa 193 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 120 milioni di euro al momento del completamento).leer más https://casinocampioneitalia.com/ En la página de artículos La nuova struttura offriva una superficie di oltre 55.000 metri quadrati (590.000 piedi quadrati) distribuiti su 9 piani, con ulteriori 3 livelli di parcheggio sotterraneo, consentendo alla sala da gioco di ospitare 56 tavoli e 500 slot machine. Il nuovissimo casinò online, illuminato di rosso di notte, era ben visibile dal lungolago di Lugano. Offriva roulette dal vivo, chemin de fer, baccarat, blackjack, poker online e slot machine. Non appena fu inaugurato, i detrattori definirono il nuovo complesso un “mostro ecologico” a causa della sua imponente forma angolare.

Nel 2013, il casinò ha celebrato il suo 80° anniversario.

Fallimento e procedimenti legali
Il 27 luglio 2018, il Tribunale di Como ha dichiarato il casinò insolvente e la sua gestione è stata affidata ai curatori fallimentari. La richiesta di fallimento è stata presentata dal procuratore distrettuale di Como a seguito dell’incapacità dell’impresa di gioco d’azzardo di pagare i debiti nei confronti del Comune di Campione, unico azionista, causandone la crisi finanziaria. Il procuratore distrettuale Pasquale Addesso ha richiesto il fallimento del casinò a seguito dei milioni di euro di debiti contratti con il Comune. Dal 30 aprile 2018, i debiti ammontavano a €& euro. 132 milioni, di cui 22 milioni provenienti dal Comune.

Segnali di un possibile fallimento si erano infatti già manifestati all’inizio dell’anno, con il licenziamento collettivo di 109 dipendenti su 492, una scelta definita dal sindaco dell’enclave Roberto Salmoiraghi e dall’amministratore unico Marco Ambrosini come “atto dovuto in risposta all’istanza di insolvenza presentata dalla Procura di Como”.

Il fallimento personale dell’esercizio di gioco d’azzardo è stato formalizzato nel 2018 con la dichiarazione di insufficienza di fondi da parte della comunità, le dimissioni di 4 rappresentanti e il conseguente scioglimento del consiglio comunale eletto nel 2017, la visita di un organo di liquidazione straordinario e di un commissario prefettizio e l’ulteriore licenziamento di 86 dei 102 dipendenti del distretto, con notevoli ripercussioni negative per la popolazione residente. La decisione è stata inizialmente sospesa dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ma è stata confermata nel giugno 2019 dal Consiglio di Stato a Roma.

A seguito della chiusura della casa da gioco e del licenziamento cumulativo di 482 dipendenti, il territorio di Campione d’Italia ha registrato un drastico calo del flusso turistico proveniente dal casinò, con conseguente rapido aggravamento dei problemi economici e sociali della popolazione residente nell’exclave italiana. A causa del fallimento, sono stati chiusi l’asilo nido e un centro per anziani, provocando inoltre diverse segnalazioni da parte dei dipendenti pubblici al distretto per mancato pagamento degli stipendi e assenza di contributi al funzionamento dei servizi essenziali.

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